Se lo vedi schizzare lungo i corridoi austeri del Concordia Hospital, o quelli luminosi della Clinica Villa Claudia, pensi che sia un giovane volontario che corre per dare i referti al primario. Entri nella stanza per la visita e ti sorprende che sia lui il primario. Dr. Attilio Di Donato, medico chirurgo, mingherlino, occhi verdi, sguardo solare ma penetrante. Infatti, non fai in tempo (lui è veloce in tutto) a dargli i tuoi documenti che lui la diagnosi l’ha già fatta. È calmo nell’aspetto ma vulcanico nei suoi pensieri. Ti accorgi, infatti, che mentre gli parli e tenti di spiegargli cosa ti è successo, lui ti fa stendere sul lettino e in un batti baleno ti da la diagnosi. È capitato a me, che da due anni avevo dei forti dolori alle gambe, che né la fisioterapia e altri ritrovati specifici avevano risolto. Disperata, perché il camminare per me è più che vitale, ho ascoltato il consiglio di un illuminato radiologo che mi ha indirizzato a lui. E Di Donato, entrato nel suo ruolo, riconoscibile da una specie di bandana verde stretta sulla testa, mi ordina: faremo un intervento non invasivo ma necessario. Così è stato, dopo alcuni giorni anch’io schizzavo felice tra le strade di Roma. Non so quante lauree, quante specializzazioni, quanti riconoscimenti, quante pubblicazioni abbia già raccolto alla sua giovane età, ma so di certo che di lui ci si può fidare. Il suo decisionismo ti dà sicurezza, la sua umanità ti aiuta a superare i momenti difficili della vita. Il mio personale messaggio è: affidate a lui, come faccio io, le persone che ne hanno bisogno.